Mozione della CUSGR sulla proposta di Legge di Stabilità 2016

Mozione della CUSGR sulla proposta di Legge di Stabilità 2016

9 ottobre 2015

Consulta Universitaria per la Storia Greca e Romana
Il Presidente

 

Mozione sulla proposta di Legge di Stabilità 2016

 

Assemblea del 9 ottobre 2015

 

 

 

La Consulta per la Storia greca e romana ha preso atto della proposta di legge di stabilità 2016 presentata dal Governo lo scorso 15 ottobre e della previsione di alcune misure che ci coinvolgono direttamente. Si tratta del piano straordinario relativo ai fondi destinati all’assunzione di 500 professori e 1000 ricercatori, italiani e stranieri, con alta qualificazione scientifica. Il Ministro ha specificato che saranno messi a disposizione degli Atenei che lo vorranno i seguenti fondi:

  • per i 500 professori, 50 milioni per il 2016 e 75 a partire dal 2017;
  • per i 1000 ricercatori, 55 milioni per il 2016 e 60 dal 2017.

Si tratterebbe di una misura importante a favore di quei giovani che, dopo gli studi universitari, per talento e passione, ambiscono a proseguire nel campo della ricerca. Al piano straordinario si aggiungerebbe lo sblocco totale del turn over per i ricercatori a tempo determinato (ma solo di tipologia A).

Complessivamente la CUSGR mette in evidenza gli ovvi vantaggi di una ripresa di investimenti sull’Università e accoglie in linea di principio la prospettiva di uno scambio più intenso fra Università italiane anche sul piano internazionale. Al tempo stesso non può però far passare sotto silenzio il fatto che il provvedimento non è pienamente coerente e organico con le tornate ASN i cui esiti sono tuttora in atto, e con quella nuova che dovrebbe partire nel 2016.

La CUSGR si interroga pertanto, e auspica che analoga riflessione critica venga fatta da tutta la Comunità scientifica, sui seguenti punti di carattere generale:

  1. nel metodo, si osserva che anche questa volta non vi è stata alcuna previa consultazione delle Associazioni scientifiche su tematiche che pure dovrebbero riguardarle come interlocutori principali;
  2. rimangono irrisolti i gravi problemi connessi al sotto-finanziamento del FFO. L’attenzione ad azioni straordinarie sembra trascurare la necessità di maggiori finanziamenti per la gestione ordinaria delle Università;
  3. si viene a determinare una coesistenza di due diversi sistemi di reclutamento che ingenera confusione, disorientamento e pone dubbi sulla sostenibilità da parte del sistema; non è oltretutto chiaro nemmeno se l’esito sarà una qualifica e una dotazione di risorse diversa per i Docenti assunti con un sistema di reclutamento e quelli assunti con l’altro;
  4. l’annunciato sblocco delle limitazioni percentuali sul turn over almeno per la fascia dei ricercatori è misura indispensabile: si chiede che sia attuata con urgenza e non limitata al solo reclutamento straordinario sopra indicato e al ricercatore di tipologia A.

La CUSGR rileva altresì alcune criticità specifiche:

  1. la proposta è stata divulgata allo stato di bozza, con tutta la conseguente vaghezza che si traduce in una lacunosità di dettagli che, mai come in questo caso, rischiano di coincidere con la sostanza stessa del provvedimento;
  2. nelle ultime esperienze introdotte dalla recente legge di riforma del sistema universitario il sistema della chiamata diretta ha mostrato punti deboli. Il dibattito su questo punto è molto ampio; in questa sede si segnala l’indispensabile apporto della comunità scientifica disciplinare all’interno del processo di valutazione del candidato e della sua chiamata;
  3. in linea di principio va accolta positivamente l’opportunità di accogliere nel sistema universitario italiano ricercatori e professori stranieri o con importanti esperienze all’estero, ma non dovrebbe mancare analoga tutela per le eccellenze emerse nel mondo accademico italiano, che hanno cercato di rimanere nel nostro Paese pagandone il relativo prezzo in termini di attese e sacrifici, e che non possono, ipso facto, essere ritenuti dotati di un curriculum inferiore;
  4. la chiamata di associati/ordinari della tipologia prevista dalla legge di stabilità dovrà tenere conto della dotazione organica delle sedi per evitare sovrapposizioni con i docenti già in servizio; auspichiamo che la stessa chiamata sia demandata alla valutazione della sua opportunità in riferimento alla programmazione già elaborata dalla sede universitaria, in piena libertà, senza vincoli e penalizzazioni in caso di non attuazione;
  5. le notizie diffuse sembrano prospettare che il reclutamento straordinario non si rivolga all’intera comunità scientifica e all’intero sistema universitario, ma che risponda a non precisate esigenze strategiche: questa indicazione sembra preparare a una pre-selezione delle discipline a concorso o almeno a una arbitraria ripartizione del finanziamento nelle varie aree concorsuali subordinata a obiettivi strategici non condivisi;
  6. accanto a questo piano straordinario non si accenna alla reintroduzione del finanziamento al fondo straordinario per il reclutamento dei professori universitari così come previsto dalla legge di riforma e attualmente non rifinanziato dopo il primo triennio di applicazione: di fatto l’assenza di questo provvedimento rende molto difficile il reclutamento rivolto agli abilitati ASN passati e futuri.

 

Perugia, 26 ottobre 2015

 

Il Presidente della CUSGR
Prof. Giorgio Bonamente

 

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