Daniele Foraboschi

Daniele Foraboschi

Ricordo di Silvia Bussi

Daniele Foraboschi era nato a Besana in Brianza il 18/10/1941. Trasferitosi durante l’adolescenza a Milano, si laureò presso l’Università degli Studi in Letteratura Greca nell’a.a. 1963/64 col professor Raffaele Cantarella, discutendo una tesi dal titolo “I Banchettanti di Aristofane”. Già in questa prima opera da studente si possono ravvisare le linee metodologiche di ricerca che Daniele Foraboschi svilupperà in tutta la sua storia di studioso. Opera prima di Aristofane, giunta in frammenti, “I Banchettanti” costituiscono la sua iniziazione alla filologia, scienza che egli riterrà per tutta la vita la base di ogni ricerca antichistica, considerando sempre il testo e la sua ricostruzione quale fondamento di ogni ipotesi interpretativa.
Negli anni successivi alla laurea, Daniele Foraboschi iniziò una collaborazione strettissima con l’illustre filologo italiano Ignazio Cazzaniga, dal quale fu coinvolto nel progetto di creare una scuola di studiosi che avevano come obiettivo la ricostruzione documentaria del mondo antico, condotta attraverso l’incrocio di filologia, papirologia e numismatica, coinvolgendo ovviamente l’archeologia, capace di restituire i documenti che le altre scienze complementari dovevano poi studiare, per addivenire ad una interpretazione storica delle società antiche.
Da qui nacque l’esperienza papirologica di Daniele Foraboschi, internamente all’Università di Milano (professoressa Vandoni) e in una dimensione internazionale: egli ebbe modo di collaborare con papirologi di fama mondiale quali H. Youtie, J. Rea, R. Coles ed intrecciò rapporti con la University of Oxford, presso la quale ebbe modo di soggiornare.
Dal 1967 Daniele Foraboschi compì regolari campagne di scavo (con l’Università degli Studi di Milano e con l’Università degli Studi di Pisa) in Egitto, a Narmouthis, a Tebtynis, ad Aswuan, in stretta collaborazione con la Professoressa Edda Bresciani e col Professor Sergio Pernigotti. Numerosissimi sono i papiri da lui pubblicati, nella collezione degli Oxyrhinchus Papyri e nelle raccolte milanesi (Archivio di Kronion, contabilità della tenuta di Laches ecc.).
Accanto a questi studi documentari non va tuttavia dimenticata la profonda formazione teorica e filosofica di Daniele Foraboschi: circa metà dei suoi esami universitari appartenevano appunto al corso di laurea in Filosofia. Di solida formazione marxista ma profondamente aperto al dibattito, all’evoluzione del pensiero e della realtà, egli riteneva che la Storia antica fosse sempre storia della contemporaneità, e sempre si interessò al problema dell’attualità dell’antico. Non di erudizione si interessava Daniele Foraboschi, ma dell’Uomo, del suo pensiero, del suo sviluppo materiale ed ideologico nel corso di tutta la Storia. E in questo egli fu allievo e continuatore del grande Maestro Emilio Gabba, col quale collaborò per tutta la vita, continuando a mantenere forti legami con la Scuola di Pavia.
Professore associato di Storia economica e sociale a Pisa a partire dal 1971 e per circa 15 anni, a metà degli anni ’80 fu chiamato all’Università degli Studi di Milano, dove è stato Professore Ordinario di Storia Romana fino al pensionamento, insegnando anche Numismatica (e creando poi una cattedra autonoma per questa materia) e di Storia economica e sociale del mondo antico, pure da lui introdotta nell’Università di Milano. Dal 2005 al 2011 è stato anche docente di Papirologia all’Università di Padova, dove ha dato avvio ad un nuovo progetto di pubblicazione dei papiri scavati da Anti e conservati dall’Ateneo patavino.
Grande personalità scientifica e accademica, Daniele Foraboschi sapeva dare moltissimo come Uomo, per la sua lucida intelligenza, per la sua geniale ironia, per la sua profondissima capacità di comprendere le persone senza pretendere di giudicare.

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