Camera dei Deputati – Interrogazione al Ministro dell’Università – On.li Fiorio ed altri

Camera dei Deputati – Interrogazione al Ministro dell’Università – On.li Fiorio ed altri

25 Febbraio 2016

Camera dei Deputati
Seduta di Giovedì 25 Febbraio 2016

Interrogazione parlamentare degli On.li Fiorio, Gadda, Ferrari, Fiano e Luciano Agostini

 

Riordino delle classi concorsuali per i docenti delle scuole

Competenze relative alla Storia antica greca e romana

 

Resoconto stenografico dell’Interrogazione (PDF, 310 Kb)

 

 

 

Mozione della commissione “Programmi di Storia antica” della CUSGR

 

Riferimenti normativi:

  • M. 509/99 del 3/11/1999 (Gelmini): Riforma universitaria, con riferimento specifico all’introduzione del sistema dei Crediti Formativi Universitari (CFU), delle classi di Corso di Studio, della distinzione fra Laurea di primo livello (L: triennale) e Laurea di secondo livello (LS: specialistica);
  • M. 270/2004 del 22 ottobre 2004 (Moratti): Riorganizzazione e modifiche relative alla organizzazione, con riferimento alla articolazione dei Corsi di studio in Laurea di primo livello (L: triennale), Laurea di secondo livello (cui è dato il nome di M: Magistrale) e Lauree a ciclo unico.
  • P.R. 20 marzo 2009 n. 89 e Circolare Ministeriale n. 31 del 18 aprile 2012 (Profumo): Indicazioni nazionali per il curricolo della Scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. settembre 2012.
  • P.R. 15 marzo 2010 n. 89: regolamento recante revisione dell’assetto ordinamentale organizzativo e didattico dei Licei a norma dell’art. 64, comma 4, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133.
  • Decreto Interministeriale n. 211 del 7 ottobre 2010: regolamento recante indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali di cui all’art. 10 comma 3, del D.P.R. 15 marzo 2010 n. 89.
  • Regolamento recante norme concernenti il riordino degli Istituti tecnici ai sensi dell’art. 64, comma 4, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133. Regolamento registrato alla Corte dei Conti in data 1 giugno 2010.
  • Regolamento recante norme concernenti il riordino degli Istituti professionali ai sensi dell’art. 64, comma 4, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133. Regolamento registrato alla Corte dei Conti in data 1 giugno 2010.

Si richiama l’attenzione sugli effetti che l’insieme delle norme sopra richiamate producono sul livello di competenza dei docenti e sui curricula degli alunni delle Scuole di ogni ordine e grado per quanto riguarda la storia antica (greca e romana). Ne deriva una grave e pericolosa marginalizzazione della storia antica, con pesanti conseguenze nel processo di maturazione culturale e civica degli allievi nelle Scuole italiane e con un oggettivo e ingiustificabile impoverimento di abilità e competenze atte a concorrere ad un adeguato processo formativo.

I curricula previsti dall’ordinamento vigente prevedono che la Storia antica venga presentata ai ragazzi della V classe elementare, che non sia più insegnata nella Scuola secondaria di primo grado e che sia insegnata nelle Scuole secondarie di secondo grado, ivi compresi i Licei, per un numero di ore veramente esiguo, spesso ulteriormente ridotto per la combinazione dell’insegnamento della storia antica con quello della geografia (“Geostoria”, ai sensi della legge 85 bis riguardanti il riordino dei Licei e degli Istituti tecnici, DPR 15 marzo 2010).

In assenza di un intervento normativo adeguato ed organico, nel volgere di una generazione in Italia si conoscerà la storia greca e romana solo per quanto presentato sommariamente in V elementare (per un totale di 6 ore di insegnamento) e non ci saranno altre possibilità di approfondimento critico: il che significa obliterare il patrimonio storico delle fasi in cui si è formata la civiltà europea, dal mondo greco a quello romano e al momento dell’incontro fra Cristianesimo e impero romano.

Alla luce della normativa richiamata si fa presente che il livello di intervento più urgente, ed al tempo stesso di immediata efficacia, è quello della formazione e della competenza dei docenti, che si può assicurare con una rideterminazione dei requisiti obbligatori per poter accedere alla abilitazione e al ruolo, secondo i vari percorsi definiti dalla normativa vigente: Tirocinio Formativo Attivo (TFA) e concorso nazionale. Per questo motivo si richiama l’attenzione sui possibili interventi, specificando le varie classi concorsuali dei Docenti delle scuole dei vari ordini e gradi:

  1. Nella Scuola primaria (elementare) insegnano docenti laureati in Scienze della Formazione Primaria (Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale 85 bis), che di norma non hanno sostenuto durante il percorso universitario nessun esame di storia antica (salvo rari casi, dovuti a condizioni locali, come quelli di Catania o di Perugia o altri). La Consulta Universitaria per la Storia Greca e Romana (CUSGR) propone che si fissi l’obbligo di almeno 6 CFU di Storia antica (L-ANT/02: storia greca e L-ANT/03: storia romana) fra i 16 CFU attualmente previsti per le discipline storiche nel loro insieme. La richiesta è coerente con il segmento cronologico oggetto dell’insegnamento della storia nel ciclo primario della formazione e della conseguente indispensabile preparazione da garantire agli insegnanti di questo ordine.
  2. Nella scuola secondaria di I grado (Scuola Media inferiore) si propone in prima istanza una revisione dell’intero comparto relativo alle storie e la CUSGR chiede che si rimetta in discussione il criterio della continuità tra scuola primaria e secondaria di primo grado: lo studio della storia nella scuola secondaria di primo grado deve iniziare, in Europa e in Italia, dall’antichità classica e non dal medioevo. Come ipotesi subordinata, e come rimedio immediato, la CUSGR esprime l’esigenza che, comunque, i docenti di storia della scuola secondaria di primo grado conoscano l’intero arco della storia europea, che per l’appunto inizia dall’antichità classica. Chiede pertanto che per la classe concorsuale A-22 (ex 43/A- Scuola media inferiore) si passi da 12 a 24 CFU riservati alle discipline storiche nel loro insieme; fra i 24 CFU si richiede un vincolo di 6 per le storie antiche (L-ANT/02: storia greca e L-ANT/03: storia romana), in ragione della necessità di fornire competenze relative al lessico politico ed istituzionale e ai valori di una civiltà che ha saputo esercitare il dialogo interculturale e interreligioso (innesto del Cristianesimo nella civiltà romana) e della altrettanto pressante necessità di valorizzare i Beni culturali antichi nella loro contestualizzazione storica.

Nel volgere di una generazione in Italia si conoscerà la storia greca e romana solo per quanto presentato sommariamente in V elementare e nei Licei classici. Siamo convinti che si debba intervenite tempestivamente affinché almeno gli insegnanti acquisiscano adeguate competenze di storia greca e romana durante la loro formazione universitaria.

 

Documenti allegati con precisazioni in dettaglio

  1. – Documento approvato dall’Assemblea della CUSGR il giorno 8 luglio 2015.

Nella Scuola primaria si rileva che:

  • la Storia Antica è relegata a poche ore nell’ultima classe della Scuola primaria e le abilità relative alle radici culturali di tutto il nostro Paese, in un arco cronologico di quasi duemila anni, sono affidate “allo studio del patrimonio storico artistico e culturale”. Ma con quale fondamento? È infatti evidente che non ci può essere consapevolezza e studio del nostro patrimonio storico-artistico e culturale, neppure nella Scuola primaria, se mancano le basi per una contestualizzazione storica generale (sociale, politica, economica) dei fenomeni artistici e culturali.
  • per una malintesa impostazione multiculturale, inoltre, la Storia Antica ha subito la “concorrenza” di storie “altre” (Preistoria e Protostoria, Cina, India, Vicino Oriente Antico etc.), le quali comprimono notevolmente gli spazi dedicati all’approfondimento della storia greca e romana. Di conseguenza, la Storia Antica viene trattata nei libri di testo per lo più in forma carente a scapito della sua funzione identitaria per la civiltà italiana ed europea.

Nonostante le precedenti riforme scolastiche, la storia antica è impartita da docenti che nel loro percorso formativo raramente hanno acquisito le competenze necessarie, in quanto ad esempio i 16 CFU previsti per la Storia all’interno del Corso di Laurea in Scienze della Formazione non sono vincolati allo studio e ai settori scientifico-disciplinari della storia greca e romana, bensì comprendono prevalentemente la Storia medievale, moderna e contemporanea, che non sono oggetto specifico di insegnamento nel ciclo della Scuola primaria.

Tali lacune impediscono spesso di:

  • introdurre, attraverso il racconto storico, una prima familiarizzazione con il lessico delle istituzioni, tutto di formazione antica, e delineare, se non per occasionali segmenti, il “quadro di civiltà” nonché il legame profondo con le radici culturali;
  • illustrare, in funzione unificante per i discenti, gli aspetti del contesto geo-ambientale di riferimento nel suo processo di costruzione evolutiva soprattutto per quel periodo che, a differenza delle culture materiali pre- e protostoriche, ha costituito le fondamenta della nostra storia anche attuale senza soluzione di continuità.

Nella Scuola secondaria di secondo grado a fronte di una soddisfacente preparazione dei docenti e di un discreto livello medio della trattazione della Storia Antica nei libri di testo si denuncia un’ingiustificabile compressione dello spazio didattico dedicato alla materia che, nella costruzione dei percorsi didattici, viene inserita nella seguente scansione di nuclei tematici indistinti: le principali civiltà dell’Antico vicino Oriente, la civiltà giudaica, la civiltà greca, la civiltà romana, l’avvento del cristianesimo. Maggior dettaglio è invece accordato ad altre periodizzazioni (per esempio al solo Alto Medioevo sono riservati ben 6 specifici nuclei tematici). L’assenza di un’articolazione, seppure per macro-temi, espone spesso la trattazione della materia ad arbitrarie e inconsapevoli scelte che non facilitano certo l’acquisizione degli indispensabili “saperi minimi”.

Al docente è data piena libertà di privilegiare un periodo o l’altro, visto che la geostoria prevede una sinergia tra le due discipline. Quindi, anche se in un anno a storia romana spetterebbero 5 ore, largo spazio viene dato maggiormente a Mesopotamia, civiltà egee, Egizi perché tali argomenti permettono una maggiore sinergia con la geografia.

Nello specifico, la CUSGR propone:

  1. Per la Scuola primaria un maggior spazio temporale per l’insegnamento della storia antica attraverso l’anticipazione alla quarta classe della sua trattazione, una più adeguata discussione sulla materia nei libri di testo, ma, soprattutto, il vincolo di almeno 6 CFU nei Settori Scientifico Disciplinari L-ANT/02 (storia greca) e L-ANT/03 (storia romana) sui 16 previsti per la Storia nella formazione degli insegnanti.
  2. Per la Scuola secondaria di primo grado (classe A-22 ex 43) il reinserimento dell’insegnamento della storia antica nei programmi, in ragione del fatto che da essa provengono: lessico istituzionale, esempi di democrazia, di pratiche di buon governo e di attaccamento ai valori fondanti dell’Europa moderna; per quanto concerne la formazione degli insegnanti, il vincolo di almeno 12 CFU da conseguire negli specifici Settori scientifico-disciplinari L-ANT/02 – Storia greca e L-ANT/03 – Storia romana.

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