2013-01-07 – Rivista «Rationes Rerum»

2013-01-07 – Rivista «Rationes Rerum»

Rationes Rerum

Rivista di filologia e storia

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Direzione: Leopoldo Gamberale (filologia); Eugenio Lanzillotta (storia)

Comitato scientifico: Maria Accame (Sapienza Università di Roma); Cinzia Bearzot (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano); Maria Grazia Bonanno (Università di Roma Tor Vergata); José María Candau Morón (Universidad de Sevilla); Carmen Codoñer Merino (Universidad de Salamanca); Federica Cordano (Università Statale di Milano); Virgilio Costa (Università di Roma Tor Vergata); Carlo Vittorio Di Giovine (Università della Basilicata); Massimo Di Marco (Sapienza Università di Roma); Werner Eck (Universität zu Köln); Michael Erler (Universität Würzburg); Maria Rosaria Falivene (Università di Roma Tor Vergata); Stephen Halliwell (University of St. Andrews, UK); Robert A. Kaster (Princeton University); Dominique Lenfant (Université de Strasbourg); Thomas R. Martin (College of the Holy Cross, Worcester MA, USA); Attilio Mastino (Università di Sassari); Alfredo Mario Morelli (Università di Cassino); Emore Paoli (Università di Roma Tor Vergata); Marina Passalacqua (Sapienza Università di Roma); Guido Schepens (Katholieke Universiteit, Leuven); Alfredo Valvo (Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia)

Comitato di redazione: Virgilio Costa (segretario di redazione, Università di Roma Tor Vergata); Monica Berti (Universität Leipzig); Alessandro Campus (Università di Roma Tor Vergata); Ester Cerbo (Università di Roma Tor Vergata); Valeria Foderà (Università di Roma Tor Vergata); Alessandra Inglese (Università di Roma Tor Vergata); Giuseppe La Bua (Sapienza Università di Roma); Salvatore Monda (Università del Molise); Luca Paretti (Sapienza Università di Roma); Ilaria Sforza (Università di Roma Tor Vergata)

Edizioni TORED s.r.l.

sito web: www.edizionitored.com

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Fondare una nuova rivista richiede di aver fiducia nella storia e nella storicità delle nostre discipline. È un’affermazione che può apparire banale, ma che vuol dare il senso dell’indipendenza dalle mode culturali e insieme della continuità di una tradizione. Noi non crediamo nelle innovazioni metodologiche che pretendono di risolvere in modo quasi rivoluzionario l’interpretazione del mondo antico, ma sappiamo che progressi e cambiamenti nella metodologia delle nostre discipline, specialmente fra il XVIII e il XX secolo, hanno permesso di capire processi e mutamenti storici, di entrare a fondo nei procedimenti di trasmissione dei testi e di affinare enormemente l’ecdotica. Sappiamo anche che la tradizione classica può essere vista da molte angolature, quindi può presentarsi o con molte soluzioni di continuità ovvero come sostanzialmente continua anche se nient’affatto unitaria fino ai nostri tempi, nei quali rappresenta non soltanto un sedimento del patrimonio culturale o una presenza più o meno emergente, ma costituisce anzi una parte non piccola del “paesaggio culturale” contemporaneo, anche nell’attualizzazione, nella riscrittura, perfino nel rifiuto dell’antico.

Per avere speranza di durata una nuova rivista deve, più ancora che proporre un programma, impegnarsi a rispettare al massimo la serietà del mestiere di studiosi, senza scendere a compromessi con gli aspetti tecnici, in primo luogo linguistici, filologici, storici, delle discipline di cui si occupa; deve proporsi di guardare con interesse ma senza feticismo i modi nuovi di “leggere” l’antico; deve, infine, favorire il dialogo continuo fra l’esperienza di studiosi avanti negli anni, la solidità di ricercatori già formati, l’entusiasmo e la creatività di giovani. Deve, insomma, essere un luogo di apprendimento e di insegnamento per tutti coloro che vi collaborano, in qualche modo parallelo a quelli tradizionali dell’università.

Il titolo può servire a chiarire propositi e senso del nuovo periodico: «Rationes rerum». Non a caso sono due parole tratte dalla praefatio delle Notti Attiche di Gellio, opera di larga e inesauribile curiosità intellettuale. In particolare vengono da un contesto in cui si invitano coloro che non sono d’accordo con l’autore ne iam statim temere obstrepant, sed et rationes rerum et auctoritates hominum pensitent (…). È l’apertura di un dialogo culturale e insieme l’esortazione a non fermarsi alla constatazione di fatti o ad opinioni personali, ma a meditare le “ragioni”. L’uso del latino nel titolo, senza voler essere pretenzioso, rimanda a quella continuità della tradizione di cui si è detto sopra.

Il sottotitolo non è superfluo: «Rivista di filologia e storia». È passato quasi un secolo dalla pubblicazione del “libriccino” di Giorgio Pasquali. La polemica che ne fu all’origine è ormai del tutto estinta, insieme ai motivi che la determinarono; e così molti dei ragionamenti che si leggono in quel libretto giustamente famoso sono inevitabilmente datati. Ma il binomio che ne costituisce il titolo ci sembra oggi più che mai vitale. Nell’ambito degli studi sull’antichità classica e, più largamente, sulla tradizione classica, ci sembra ancora impossibile separare la filologia – e la ricerca letteraria – dalla storia; e, viceversa, non sarebbe naturale separare la ricerca storica dall’analisi dei testi che rappresentano tanta parte della civiltà greca e latina fino all’umanesimo e oltre. Questo non vuol dire – è quasi superfluo sottolinearlo – la compresenza o peggio la sovrapposizione di competenze. Il sottotitolo vuole però segnalare non tanto due diversi e separati ambiti d’interesse della rivista, bensì la ricerca di un dialogo che permetta, ogni volta che è possibile, riflessioni comuni e risultati integrati.

Con la consapevolezza delle difficoltà dei tempi, ma insieme con l’ambizione di poter conquistare uno spazio nel campo degli studi classici, affidiamo al giudizio dei lettori il primo numero di «Rationes rerum»; auspichiamo di suscitare l’attenzione critica ed anche la collaborazione attiva e feconda degli studiosi.

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1. 2013

Leopoldo Gamberale
Presentazione, p. 9

Eugenio Lanzillotta
Editoriale, p. 13

Werner Eck
Comprendere contesti: il nuovo Corpus Inscriptionum Iudaeae / Palaestinae multilingue, p. 17

Federica Cordano
Magistrature megaresi dalla Grecia al Mar Nero, p. 39

Valeria Foderà
Gerione in Ecateo di Mileto (FGrHist 1 F26). Alcune considerazioni per una nuova interpretazione, p. 55

Lorenzo Fati
Trogo, prol. 27 e la battaglia di Andro, p. 69

Luca Arcari e Carmine Pisano
Linee guida per un corpus della storiografia greca frammentaria sul mondo ebraico. Artapano, FGrHist 726 F3A, 1-9 e la figura di Mosè/Mouso, p. 85

Maria Cristina Zerbino
Taceo in Plauto: quando dire non è fare, p. 115

Ilaria Sforza
Il Περὶ Ἰουδαίων dello pseudo-Ecateo, p. 149

Francesca Romana Nocchi
Imago est animi voltus. La maschera fra teatro e oratoria, p. 165

Antonino Nastasi
Gaetano Koch, Giulio Podesti e il “salubre Esquilino” oraziano. Un dialogo epigrafico tra architetti nella Roma di fine ’800, p. 201

Barbara Savo
Il fondo epistolare Paola Zancan: alcune lettere inedite, p. 217

Francesco Ursini
rec. a: Ovid Fasti Book 2. Edited with Introduction and Commentary by Matthew Robinson [Oxford – New York, Oxford University Press, 2011, pp. XIV-572], p. 239

Libri ricevuti, p. 253

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2. 2013

Leopoldo Gamberale
L’Italia di Enea fra passato e futuro, p. 9

Maria Grazia Bonanno
Eros sulle orme di Odisseo, p. 69

Fabio Copani
Camarina e i soldati di Ippocrate, p. 75

Giovanni Marginesu
Architetti e santuari. A proposito di alcune epigrafi ateniesi, p. 85

Patrizia Mureddu
Misoginia o mimesi? Ricerca e rappresentazione dell’elemento femminile nel dramma euripideo, p. 115

Giovanni Maria Leo
Marginalia a Bernand, IMEG 62, p. 135

Caterina Moro
Il sacrificio ebraico come “abominio degli Egiziani”: fonti classiche e tradizione giudaica, p. 145

Alessandro Campus
Il tofet tra mito e rito, p. 167

Luca Paretti
Lettere erudite di Sedulio Scoto?, p. 195

Antonella Amico
«I buoni storici sono cattivi romanzieri»? Il sogno letterario di Gaetano De Sanctis (prima parte), p. 217

Anna Pasqualini
L’ideologia augustea e la sua immagine. Osservazioni a margine della mostra “Augusto” alle Scuderie del Quirinale, p. 235

Ilaria Sforza
rec. a: G. Guidorizzi, Il compagno dell’anima. I Greci e il sogno [Milano, Raffaello Cortina Editore, 2013], p. 247

Libri ricevuti, p. 255

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3. 2014

Werner Eck
Milites et pagani. La posizione dei soldati nella società romana, p. 11

Massimo Di Marco
L’Epitafio di Filita (ap. Ath. 9, 401E = Anon., FGE 134), p. 55

Ferdinando Ferraioli
Riflessioni su Aristotele, fr. 483 Rose, p. 73

Pietro Zaccaria
Alessandro Magno, Eracle e Cos Meropide (Strabo 15, 1, 3; 33. Plin., NH 6, 59), p. 93

Alessandro Fusi
Su un distico attribuito a Marziale (Epigr. 37 Sh. B., 33 Lindsay), p. 107

Guido Migliorati
Il ius nella Historia Augusta, p. 141

Claudio Giammona
Declinationes e Ars Ambianensis. Un trattato elementare approdato in età carolingia, p. 157

Antonella Amico
«I buoni storici sono cattivi romanzieri»? Il sogno letterario di Gaetano De Sanctis (seconda parte), p. 191

Federica Cordano
rec. a D. Baldassarra, Dal Saronico all’Adriatico. Iscrizioni greche su ceramica del Museo Nazionale di Adria, Pisa, ETS, 2013, 366 pp., p. 229

Virgilio Costa
rec. a F. Muccioli, Gli epiteti ufficiali dei re ellenistici, Stuttgart, Franz Steiner Verlag, 2013, 562 pp., p. 232

Leopoldo Gamberale
rec. a G.B. Conte, Ope ingenii. Esperienze di critica testuale, Pisa, Edizioni della Normale, 2013, 123 pp., p. 239

Maria Accame
rec. a M. Feo, Persone. Da Nausicaa a Adriano Sofri, Santa Croce sull’Arno, Il Grandevetro, 2012, 2 voll., 906 pp., p. 251

Eugenio Lanzillotta
Cronache, p. 263

Libri ricevuti, p. 271

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Abbonamenti

La rivista ha periodicità semestrale

numero singolo: € 40,00
numero singolo per docenti e studenti: € 20,00

abbonamento annuale: € 70,00
abbonamento annuale per docenti e studenti: € 35,00

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