2012-30-06 – Verbale dell’assemblea ordinaria dei soci CUSGR

2012-30-06 – Verbale dell’assemblea ordinaria dei soci CUSGR

Verbale dell’assemblea ordinaria dei soci CUSGR

Roma, sabato 30 giugno 2012

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L’assemblea ordinaria dei soci è regolarmente aperta alle ore 11.40 del 30 giugno 2012 presso l’Istituto Italiano per la Storia Antica, via Milano 76, Roma.

Sono presenti 33 soci sui 183 che hanno dato la loro adesione alla CUSGR: Cinzia Bearzot, Maria Domitilla Campanile, Francesca Cenerini, Virgilio Costa, Lucia Criscuolo, Gianluca Cuniberti, Mauro De Nardis, Silvia Evangelisti, Ugo Fantasia, Eduardo Federico, Stefano Ferrucci, Alessandro Galimberti, Luigi Gallo, Francesca Gazzano, Giovanni Geraci, Andrea Giardina, Claudia Giuffrida, Tommaso Gnoli, Franca Landucci, Elio Lo Cascio, Marcello Lupi, Manuela Mari, Ida Gilda Mastrorosa, Daniela Motta, Maria Federica Petraccia, Marina Polito, Leone Porciani, Pierfrancesco Porena, Cecilia Ricci, John Thornton, Elisabetta Todisco, Pietro Vannicelli, Amedeo Visconti.

Ai 33 soci presenti vanno aggiunte 33 deleghe: Mela Albana, Pierina Anello, Gaetano Arena, Serena Bianchetti, Elisabetta Bianco, Margherita Cassia, Silvio Cataldi, Giovanni Alberto Cecconi, Marcella Chelotti, Alessandra Coppola, Federica Cordano, Enrica Culasso, Nicola Cusumano, Febronia Elia, Silvia Giorcelli, Francesco Guizzi, Cesare Letta, Arnaldo Marcone, Rosalia Marino, Giovanni Mennella, Luisa Moscati, Federico Maria Muccioli, Andrea Pellizzari, Francesco Salvatore Prontera, Andrea Raggi, Umberto Roberto, Eleonora Salomone, Roberto Sammartano, Rita Scuderi, Simonetta Segenni, Paolo Tuci, Alfredo Valvo, Giuseppe Zecchini.

Sono presenti anche il Vicepresidente e Segretario della CUG, Prof. Mauro Tulli, e, per la Culca, il Prof. Antonino Isola.

Il Presidente, Prof.ssa Cinzia Bearzot, accertato il numero legale, pone anzitutto in votazione il verbale dell’assemblea precedente, che l’assemblea approva. Il Presidente ricorda quindi l’ordine del giorno, così formulato:

  1. Comunicazioni del Presidente;
  2. VQR;
  3. Reclutamento;
  4. TFA e formazione insegnanti;
  5. SSD;
  6. Attività culturale;
  7. Varie ed eventuali.

 

1. Comunicazioni del Presidente

a) Dopo l’incontro del 28 gennaio è continuato il lavoro sulla valutazione delle riviste, sfociato in un catalogo senz’altro perfettibile, ma comunque condiviso dalle consulte di antichistica e dal GEV 10, la cui Presidente si è mostrata attenta e sensibile alle questioni che ci interessano. L’elenco è stato inviato all’ANVUR per la VQR ed è attualmente pubblicato nel sito dell’ANVUR. Si ricorda che la revisione sarà biennale e consentirà aggiustamenti e nuovi inserimenti.

Il Presidente ringrazia il Vicepresidente e la Segretaria, che hanno partecipato alle riunioni delle consulte di antichistica del 18 febbraio e del 5 marzo su questo tema. La CUSGR continua infatti a lavorare a stretto contatto con i colleghi antichisti sui problemi di interesse comune che di volta in volta si manifestano.

b) Gabriella Poma ha segnalato, in marzo, la possibilità di una richiesta di passaggio di un ordinario e di un ricercatore dell’Università di Ferrara da Diritto romano a Storia romana. Preoccupata della natura opportunistica della richiesta, la collega ha chiesto un pronunciamento del Presidente della CUSGR presso il prof. Stefano Tortorella. Il Presidente, sentita la Giunta, ha sottoposto la questione a Tortorella, il quale ha ritenuto opportuna la cautela su queste richieste; al momento, però, la richiesta non è stata avanzata.

c) Il 13 giugno 2012 si è riunito il Coordinamento delle Consulte di antichistica in cui si è discusso di questi argomenti: abilitazione nazionale, TFA, Settori Scientifico-Disciplinari, Coordinamento fra le Consulte di Antichistica. In questa occasione è stato espresso pieno appoggio alla mozione del CUN del 5 giugno sul famigerato pacchetto merito, che avrebbe sospeso le abilitazioni fino al 2014 sostituendole con chiamate locali. Questo il testo del documento:

Le Consulte di Antichistica, riunite oggi presso l’Università “Sapienza” di Roma, nel confermare il profondo disagio per la continua instabilità normativa, per la mancanza di un organico progetto di politica culturale nelle scelte del MIUR e per la scarsa chiarezza nel rapporto fra le istituzioni che governano l’Università, esprimono pieno consenso alla mozione pubblicata dal CUN il 5 giugno 2012.

È stato inoltre trasmesso al Ministro, al Coordinatore della Segreteria tecnica per la ricerca e al Presidente del CUN un documento sul TFA:

Le Consulte di Antichistica osservano con crescente perplessità sia la situazione attuale dell’insegnamento nelle scuole superiori per la classe di concorso A051 e per la classe di concorso A052 sia la prospettiva d’inserimento lavorativo dei laureati tramite il TFA, gravata da vincoli e limitazioni che rischiano di compromettere le già esigue prospettive occupazionali.

Per il primo punto, si rileva come il numero eccessivamente alto di studenti necessario per la formazione delle sezioni stia provocando un forte disagio fra i docenti per la classe di concorso A051 e per la classe di concorso A052, considerate in esubero in quasi tutte le province. Le conseguenze altamente negative sono già notevoli: di fatto mancano incarichi annuali ai docenti precari, molti dei quali ormai di lunga e consolidata esperienza, e molti docenti di ruolo sono dichiarati perdenti posto.

In merito al secondo punto, si sottolinea il grave problema dell’accesso alla classe di concorso A043, per la quale, in base al Decreto 249, la Magistrale 15 non offre i requisiti necessari. Le Consulte di Antichistica ribadiscono l’opportunità di riconoscere alla Magistrale 15 lo stesso valore che ha la Magistrale 14 per l’accesso alla classe di concorso A043. Norme che prevedano laureati su discipline di antichistica idonei solo all’insegnamento per la classe di concorso A051 e per la classe di concorso A052 ostacolano gravemente l’intero progetto di formazione sul quale le Consulte di Antichistica si sentono impegnate.

Il Presidente ricorda l’importanza del coordinamento di Antichistica, cui si vorrebbe ora, anche se c’è qualche resistenza da parte di chi teme di non poter conservare autonomia sufficiente, dare una veste “ufficiale”. Il Presidente ringrazia il Prof. Mauro De Nardis, che ha rappresentato la CUSGR alla riunione della CULCA del 16 giugno 2012, e la prof. Maria Federica Petraccia, che è stata invece presente alla riunione della CUG del 23 giugno 2012.

 

2. VQR

L’ANVUR in data 19 giugno 2012 ha comunicato ufficialmente, in merito alla VQR, che il processo di trasmissione dei prodotti da valutare si è concluso con successo. Inizia ora la fase di valutazione, a proposito della quale il sub-GEV 10 di Antichistica si riunirà il 24 luglio. Sul sito dell’ANVUR sono disponibili informazioni statistiche sul numero e tipologia dei prodotti conferiti nelle varie aree.

 

3. Reclutamento

Dopo le polemiche suscitate dal famigerato pacchetto merito di Profumo, ritirato quasi subito, c’è stata una notevole accelerazione sulle abilitazioni nazionali. Il 7 giugno 2012 è stato pubblicato il regolamento sull’abilitazione nazionale, come Decreto Ministeriale n. 76 (DM 76), scaricabile al seguente indirizzo: http://attiministeriali.miur.it/anno-2012/giugno/dm-07062012.aspx

Esso definisce i criteri e i parametri per la valutazione dei candidati e per l’accertamento della qualificazione dei commissari ai sensi dell’articolo 16, comma 3, lettere a), b) e c) della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e degli articoli 4 e 6, commi 4 e S, del decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n.222.

È poi stato pubblicato il 26 giugno il testo della prima delibera (nr. 50) con cui l’ANVUR definisce il quadro generale dei criteri e degli indicatori per l’abilitazione scientifica nazionale. Ad essa potranno seguire, se necessario, ulteriori delibere, fino alla pubblicazione delle mediane degli indicatori. È stata richiesta l’immissione delle pubblicazioni nel sito docente del Cineca.

In relazione al DM 76, sono pervenute alle associazioni dall’ANVUR, direttamente o attraverso il CUN, due richieste:

1) di segnalare studiosi operanti in università straniere in servizio per le commissioni (lettera del 5 giugno, trasmessa il 7 giugno 2012). Sono state ricevute le segnalazioni dei colleghi e quelle pervenute in tempo sono state inoltrate al CUN.

Ugo Fantasia osserva come non siano stati preventivamente consultati i colleghi stranieri segnalati come possibili commissari e avverte che molti potrebbero anche rifiutare di farlo.

Il Presidente informa che risulta in realtà che molti abbiano risposto positivamente.

2) di fornire una lista di riviste italiane e straniere, distinte tra riviste da fascia A, riviste scientifiche e riviste non scientifiche, partendo da un elenco delle riviste su cui hanno pubblicato nel decennio 2002-2012 gli studiosi italiani appartenenti ai settori non bibliometrici (con lettera del 20 giugno, trasmessaci il 21 dal CUN).

Visto il pochissimo tempo a disposizione, la Giunta della CUSGR ha ritenuto di procedere in modo empirico:

  • trasferendo la valutazione già fatta per la VQR (che è stata fatta con tempi e criteri seri);
  • assegnando alle riviste straniere in cui noi abbiamo pubblicato un punteggio il più possibile alto;
  • implementando nel modo più serio possibile nei tempi richiesti i dati mancanti.

Mauro Tulli prende la parola e osserva come, da una parte, vi sia una discrepanza tra le riviste considerate di area antichistica censite per la VQR e quelle in cui i docenti della CUG hanno effettivamente pubblicato, dall’altra, come i colleghi pubblichino sulle riviste più disparate. Il collega propone di rialzare la valutazione di parte delle riviste già censite; di usare la classificazione ERIH per le riviste straniere; di rimandare, per le rivista di altre aree, alla valutazione dei settori di riferimento.

Il Presidente osserva come si verifichi la stessa situazione per le riviste di storia antica.

Ugo Fantasia esprime profondo disagio circa il documento ANVUR e si dichiara d’accordo con la proposta di promuovere in fascia A le riviste originariamente collocate in fascia B, laddove possibile, e di collocare in A tutte le riviste straniere.

Mauro Tulli ed Elio Lo Cascio ricordano che la richiesta è di dividere in riviste di fascia A, riviste scientifiche e riviste non scientifiche, per cui la valutazione VQR può essere considerata solo un punto di partenza, essendo in questo caso diversi i criteri.

Giovanni Geraci ricorda che la differenza dei criteri riflette il fatto che alle società scientifiche sono stati chiesti due tipi di valutazione: a) per valutare le strutture; b) per valutare i docenti. Propone quindi di implementare la fascia A e di considerare ‘scientifico’ tutto ciò che resta, a meno di non trovarsi di fronte a casi evidenti di riviste non scientifiche.

Virgilio Costa propone di promuovere in A le riviste di fascia B e di adottare la classificazione del settore di riferimento per riviste evidentemente non di nostra competenza come quelle di medicina.

Dopo vivace discussione, si stabilisce di utilizzare come punto di partenza la valutazione VQR, cercando di promuovere in A le riviste di fascia B; di portare in A le riviste straniere, utilizzando solo come indicatore la classificazione ERIH (che è alquanto severa); di riunire le fasce B e C nella categoria “riviste scientifiche”; di individuare le riviste non scientifiche; di rinviare ai settori di riferimento nel caso di pubblicazione su riviste di altra area.

Il Presidente della CUSGR riferisce all’assemblea dei documenti di protesta elaborati in reazione alle comunicazioni dell’ANVUR, in particolare quelli di Antonio Pioletti (SIFR) e di Angela Pontrandolfo (Consulta Universitaria di Archeologia del mondo classico) e ne dà lettura.

Documento Pioletti:

Le sottoscritte Consulte disciplinari, presa visione del regolamento del 7 giugno u.s. adottato dal MIUR per le abilitazioni nazionali, di recente registrato presso la Corte dei Conti, esprimono profonda preoccupazione per le specifiche attinenti agli indicatori di attività scientifica non bibliometrici di cui all’allegato B del regolamento. In particolare rilevano quanto segue:

1. Per le riviste, si postula retroattivamente un criterio di classificazione su tre fasce sia per i candidati all’abilitazione nazionale che per i candidati commissari. Nulla si dice non sui criteri, ma sui parametri e soprattutto sui pesi attraverso cui si perverrà a una simile classificazione.

2. In non pochi SSD delle aree disciplinari da 10 a 14 non si è in presenza, a oggi, di una classificazione delle riviste comunemente accolta dalle comunità scientifiche, e dunque con effetti di selezione e autoselezione nel trascorso quinquennio o decennio per gli autori, ma semmai di una classificazione dichiaratamente indicata come ininfluente ai fini della VQR 2004-2010, pubblicata negli scorsi mesi come documento dei GEV e in molti casi esplicitamente indicata come in progress, in attesa soprattutto della possibilità di una validazione attraverso i risultati della VQR.

3. Ciò comporta la inapplicabilità della classificazione suddetta agli scopi previsti dal regolamento per le abilitazioni nazionali; né d’altra parte si comprende attraverso quali strumenti potrebbe essere messa a punto un’altra e distinta classificazione delle riviste nei tempi previsti dal suddetto regolamento.

4. L’adozione del criterio della mediana della produttività scientifica dello specifico Settore Concorsuale e della fascia di docenza per cui si richiede l’abilitazione non comporta automaticamente un progressivo aumento della qualità complessiva e rischia invece di produrre effetti paradossali sia per i candidati sia per i commissari, come pure appare di dubbia efficacia il meccanismo della normalizzazione per età accademica.

5. Sorprende infine che a questo criterio di classificazione gerarchica pertinente alle sole riviste si affianchi, per i libri e gli articoli su libro, un criterio puramente quantitativo (la numerosità dei “prodotti”), quasi risultasse ipotizzabile per tutti i SSD un primato d’importanza degli articoli su rivista rispetto alle altre pubblicazioni scientifiche. Rimane generica, infatti, e poco attenta alla situazione editoriale italiana anche l’indicazione sul criterio cui la commissione dovrebbe attenersi valutando “la collocazione editoriale dei prodotti scientifici” presso editori o collane dotate del “sistema di revisione tra pari” (art. 4, c. 2, lett. d).

Le sottoscritte Consulte disciplinari, mentre ribadiscono il proprio interesse a che le procedure complesse delle abilitazioni nazionali rispondano a criteri di trasparenza, efficacia e merito, confermano la piena disponibilità a mettere a disposizione del processo le competenze scientifiche e operative dei propri Soci, ma esprimono la propria netta contrarietà come comunità scientifica a quanto previsto nel regolamento e nei suoi allegati circa le questioni di cui ai punti da 1 a 5. In particolare, per quel che riguarda la classificazione delle riviste, nel ricordare il lavoro istruttorio compiuto entro lo scorso febbraio, ribadiscono allo stato la inapplicabilità dello stesso sia alla VQR 2004-2010 sia alle abilitazioni nazionali; ritengono illegittima un’applicazione retroattiva di una classificazione delle riviste più volte ribadita come provvisoria; si dissociano da ogni responsabilità per quel che riguarda altre eventuali classificazioni delle riviste che dovessero essere prodotte in qualunque sede in vista delle abilitazioni nazionali.

Il Presidente ritiene che il documento sia tutto sommato equilibrato e comunica che, di comune accordo con la Giunta, è stata data adesione. Diversa appare invece, a suo parere, la questione per il documento degli archeologi.

Documento Pontrandolfo:

La Consulta Universitaria per l’Archeologia del Mondo Classico nella riunione del 16 giugno 2012 dopo avere attentamente esaminato il “Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori universitari” (D.M. n.76 del 7-6-2012) esprime profondo dissenso e forte preoccupazione sui meccanismi previsti dal Decreto, sia per quanto riguarda la formazione delle Commissioni che per quanto riguarda le modalità concorsuali, e in particolare sulla introduzione della “mediana della distribuzione” come indicatore dell’attività scientifica (art.6 e allegato B) e sul suo utilizzo per escludere dall’abilitazione, in modo meccanico e aprioristico, tutti coloro che sono al disotto di tale “mediana”.

Dopo lunga e articolata discussione i membri della Consulta osservano in particolare che:

a) La costruzione della “mediana” nell’attuale sistema universitario, molto disomogeneo per quanto riguarda le Banche Dati disponibili, sarà un procedimento lungo e complesso, completamente al di fuori di qualsiasi serio e reale controllo scientifico consentendo di fatto di mettere sullo stesso piano pubblicazioni molto diverse non solo sul piano della qualità, ma anche su quello della banale quantità dato che pubblicazioni/articoli di poche pagine avranno nel calcolo complessivo lo stesso peso di pubblicazioni molto più ampie.

b) L’utilizzo di un criterio meramente quantitativo, sia per quanto riguarda la formazione delle Commissioni che per quanto riguarda i meccanismi del concorso, potrebbe avere come conseguenza l’esclusione di candidati assolutamente meritori eliminando di fatto la qualità scientifica tra i parametri per l’accesso alla valutazione, qualità scientifica che dovrebbe essere alla base di qualsiasi valutazione comparativa e come criterio unico. Solo chi avrà scritto molto, anche se ha scritto male, avrà la possibilità di ottenere l’abilitazione; mentre chi avrà scritto poco, con grande attenzione alla qualità dei suoi prodotti scientifici, verrà meccanicamente e aprioristicamente escluso dalla possibilità di ottenere l’abilitazione.

c) Va inoltre osservato che l’individuazione della “mediana”, costruita con riferimento alla fascia concorsuale superiore, introduce di fatto un elemento completamente casuale ed esterno alla valutazione degli stessi candidati che affrontano il concorso, con evidenti e palesi distorsioni, anche di tipo generazionale. Che la “mediana” utilizzata per i Ricercatori che aspirano alla II fascia sia costruita sugli attuali docenti di II fascia è una scelta incomprensibile e del tutto fuori luogo se solo si tiene conto dei tempi e dei meccanismi di progressione di carriera all’interno delle Università.

d) Un calcolo di valori mediani serio e bilanciato dovrebbe basarsi comunque su punteggi attribuiti in ragione del tipo di pubblicazione, come era stato a suo tempo proposto. Ovvero un valore mediano dovrebbe essere definito attribuendo punteggi diversi ad articoli, monografie, relazioni di scavo, etc. così da creare valore bibliometrici fondati su discernimento qualitativo e tipologico dei prodotti. In questo modo se un candidato ha scritto due monografie risulterà nettamente sopra la “mediana qualitativa”, mentre se un candidato avrà scritto due articoli sarà nettamente al di sotto di essa.

In considerazione di tutto questo la Consulta Universitaria per l’Archeologia del Mondo Classico invita il Ministro a ritirare o comunque a modificare nella parti relative alla “mediana” il Decreto suddetto definendo criteri accettabili per la formazione della “mediana” ed eliminando tutte le parti che comportano una misurazione puramente meccanica e quantitativa della produzione scientifica, del tutto impropria in concorsi che dovrebbero adottare come unici criteri di valutazione il merito e la qualità scientifica.

La Consulta ritiene infine che, se la scelta adottata nel Decreto è stata originata dalla preoccupazione di avere un numero troppo elevato di “abilitazioni scientifiche”, si possano trovare strumenti assai più efficaci e mirati per evitare questo rischio, salvaguardano comunque qualità e merito dei concorrenti.

Il Presidente riferisce che, per quanto riguarda l’adesione al documento degli archeologi, la Giunta ha preferito soprassedere e consultare l‘assemblea, sia perché esso appare formulato in modo poco costruttivo, sia perché il processo è ormai avviato e c’è il rischio che, se non si collabora, sia impossibile governarlo. Si deve inoltre pensare ai colleghi che da anni aspettano le abilitazioni e che rischiano così di vederle ancora rinviate.

Mauro Tulli spiega lo spirito con il quale la CUG ha aderito al documento degli archeologi, che è il medesimo con cui ha aderito a quello dei Filologi romanzi: far sentire il disagio della comunità scientifica. Sia Tommaso Gnoli sia Andrea Giardina intervengono a favore del documento degli archeologi. Ugo Fantasia propone di mettere ai voti il documento, che l’assemblea approva a larghissima maggioranza.

Il Presidente ricorda ancora che i Costituzionalisti hanno intenzione di impugnare il DM 76 e dà lettura del documento da loro stilato:

Caro Collega,

il direttivo dell’associazione italiana dei costituzionalisti, esaminato il testo del D.M. 7 giugno 2012 – che approva il regolamento sui criteri e parametri per la valutazione dei candidati e sulle modalità di accertamento della qualificazione dei commissari ai fini dell’attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori universitari – ha rilevato, a prescindere da ogni altra considerazione di merito, un palese vizio di illegittimità e di irragionevolezza che inficia il disposto dell’allegato B (Indicatori di attività scientifica non bibliometrici), applicabile ai settori dell’area 12.

In esso infatti si introduce fra gli indicatori di attività scientifica non bibliometrici, che condizionano la valutazione positiva dell’importanza e dell’impatto della produzione scientifica complessiva (n. 4, lettera b; n. 7, lettera b), il numero di articoli pubblicati nei dieci anni consecutivi precedenti il bando su “riviste appartenenti alla classe A” (n.3, lettera b; n. 6, lettera b), secondo la suddivisione effettuata dall’ANVUR anche avvalendosi dei gruppi di esperti della valutazione della qualità della ricerca e delle società scientifiche nazionali (n.2, lettera a). In tal modo si fa dipendere la valutazione della qualità della produzione scientifica da un elemento estrinseco (“classe” di appartenenza delle riviste su cui sono comparsi gli articoli) definito ora per allora e con effetto retroattivo, riferendosi la produzione scientifica da valutare ai dieci anni precedenti la indizione della sessione di abilitazione, ma essendo previsto che solo ora sia effettuata la suddivisione delle riviste.

Tale disciplina appare lesiva dei principi di eguaglianza e ragionevolezza, nonché del principio di affidamento legittimamente sorto nei soggetti “quale principio connaturato allo stato di diritto” (cfr., ex multis, Corte cost., sentt. n. 206 del 2009; n. 156 del 2007).

Il direttivo ha pertanto di deliberato di impugnare il D.M. in questione nella parte in cui, attraverso le previsioni dell’allegato B, introduce il predetto indicatore con efficacia retroattiva, auspicando che la medesima iniziativa giudiziaria possa essere adottata d’intesa anche con altre società scientifiche dell’area 12.

Ti sarò grato perciò se vorrai portare tale deliberato a conoscenza degli organi dell’associazione da te presieduta, al fine di valutare l’opportunità di condividere la predetta iniziativa.

Grazie e cordiali saluti

Valerio Onida
Presidente dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti

Virgilio Costa dissente dalle proteste, soprattutto laddove si contesta il criterio della quantità della produzione scientifica. Franca Landucci sottolinea l’incongruenza del valutare una monografia alla stregua di un articolo.

Il 27 giugno 2012 è poi uscito il bando per gli aspiranti commissari: l’8 luglio scadono i termini per il “popolamento” del sito Cineca [poi prorogato al 15].

Il Presidente fornisce alcune informazioni, da verificare:

  1. per quanto attiene alla classificazione delle riviste, essa sarà vagliata da una commissione ANVUR integrata dai Presidenti GEV e dovrà poi ricevere l’imprimatur delle associazioni;
  2. il bando per le abilitazioni dovrebbe essere pubblicato entro luglio [decreto direttoriale n. 222, pubblicato il 20 luglio];
  3. gli aspiranti commissari ammessi al sorteggio saranno quelli nel cui sito docente, dopo che l’ANVUR avrà elaborato le mediane, sarà inserito un “bollino” verde;
  4. l’incontro fra i nostri rappresentanti del CUN Area 10 e le Società dovrebbe tenersi il pomeriggio del 25 luglio, dopo che il Ministro avrà partecipato a una riunione CUN [in realtà, il 26 luglio].

 

4. TFA e formazione insegnanti

Il TFA, dopo il comunicato che ne annunciava l’avvio il 2 marzo 2012, ha effettivamente iniziato il suo faticoso cammino: le prove nazionali sono fissate, nelle sedi universitarie che hanno avuto assegnazione di posti, nel mese di luglio:

A051: 18 luglio
A043 e A050: 25 luglio
A052: 26 luglio
A037: 27 luglio
A061: 30 luglio

Vi sono numerosi problemi a partire dal costo elevato, dai posti limitati e dalla conflittualità tra triennalisti e altri non abilitati (solo in extremis si è chiarito che a partire dal prossimo anno accademico, la procedura per i docenti con 36 mesi di servizio sarà costituita da un percorso formativo e da un esame da sostenere e superare per conseguire l’abilitazione).

Per l’anno accademico 2011/2012 i posti disponibili per le immatricolazioni al TFA per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado sono 4.275, definiti in ambito regionale per ciascun ateneo. Per le immatricolazioni al TFA per l’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado invece, i posti disponibili sono 15.792.

Ripartizione geografica

Regione TFA I Grado TFA II Grado
ABRUZZO 130 580
BASILICATA 60 135
CALABRIA 190 685
CAMPANIA 435 945
EMILIA ROMAGNA 298 1116
FRIULI-VENEZIA GIULIA 65 214
LAZIO 595 2690
LIGURIA 80 187
LOMBARDIA 501 2306
MARCHE 215 695
MOLISE 80 270
PIEMONTE 130 320
PUGLIA 530 1770
SARDEGNA 140 534
SICILIA 335 1610
TOSCANA 190 753
TRENTINO ALTO-ADIGE 66 87
UMBRIA 70 305
VENETO 165 590

Si precisa che, contrariamente a quanto previsto dalla precedente legge n.124/99 secondo la quale il conseguimento dell’abilitazione comportava l’automatica inclusione nelle graduatorie permanenti, allo stato della normativa vigente (l. Finanziaria n.244/2007 art.2 comma 416), l’abilitazione che si consegue a seguito della frequenza del TFA o dei corsi di laurea in Scienza della formazione primaria rappresenta solo la conclusione del percorso di formazione iniziale dell’insegnante e costituisce il presupposto per la partecipazione alle procedure concorsuali. Abilitarsi, dunque, non significa diritto al posto e quindi non significa neppure aggravio della spesa pubblica.

È stata inoltre attivata la procedura per bandire un concorso a cattedre per abilitati, limitatamente alle classi di concorso e alle Regioni in cui vi siano posti effettivamente vacanti, che si svolgerà presumibilmente nell’a.s. 2012-2013, secondo la normativa vigente.

 

5. SSD

Lucia Criscuolo informa del fatto che è stata inviata, da lei e dai collegi Geraci, Bastianini, Messeri e Pintaudi, una lettera al CUN sulla collocazione del SSD L-Ant/05 – Papirologia nella tabella di corrispondenza rispetto ai Settori Concorsuali, che compare nell’Allegato A del DM 29 luglio 2011, n. 336. La Giunta della CUSGR è stata tenuta debitamente informata dell‘iniziativa.

Viene data lettura della lettera.

Ai Componenti del CUN – Loro Sede

L’intervento che si sollecita con urgenza riguarda la collocazione del SSD L-Ant/05 – Papirologia nella tabella di corrispondenza rispetto ai Settori Concorsuali, che compare nell’Allegato A del DM 29 luglio 2011, n. 336.

Il prevalente aspetto storico-documentale della Papirologia era chiaramente indicato sia nella sua collocazione nei SSD “L-Ant” (settori di contenuto storico-archeologico), sia nella constatazione, ovvia e ben nota che la disciplina si occupa dello studio di oltre 70.000 documenti, contro meno di 10.000 testi letterari complessivi (The Oxford Handbook of Papyrology, 2009).

La Consulta di Storia Antica è già intervenuta su questo aspetto riformulando la propria declaratoria del Settore Concorsuale 10/D1. In tale più dettagliata declaratoria la Papirologia era esplicitamente descritta. Tale declaratoria era stata presentata in tempo utile per essere recepita. Tuttavia nell’Allegato B del DM su menzionato compare ancora il testo (superato) della prima bozza e non quello della declaratoria definitiva più dettagliata.

Si ritiene fatto scientificamente dannoso che per il Settore Concorsuale 10/D1 sia stata mantenuta una declaratoria preliminare ed estremamente sintetica, e che di conseguenza il vecchio settore L-Ant/05 -Papirologia sia stato attribuito in esclusiva al settore concorsuale Filologia classica, cosa che non rispecchia correttamente lo statuto complessivo della disciplina. È infatti culturalmente fuorviante misconoscere che la Papirologia ha strutturalmente un versante duplice, di cui quello storico-documentale è di gran lunga preponderante.

Poiché dall’Allegato al DM risulta che (con riferimento alla sola Area 10, settori antichistici) Civiltà egee sta, come SSD di corrispondenza, in 2 settori concorsuali (Archeologia e Lingua e letteratura greca); Letteratura cristiana antica addirittura in 3 (Lingua e letteratura greca, Lingua e letteratura latina, Filologia classica), non si comprende perché la Papirologia non possa stare in Storia antica e in Filologia classica, duplice collocazione che sola rappresenterebbe la natura della disciplina. Si ritiene dunque indispensabile insistere che L-Ant/05 sia conservato come settore di corrispondenza e pertinenza ad entrambi i settori concorsuali (Storia antica e Filologia classica).

Si sottolinea inoltre che il problema attualmente creatosi non resta più circoscritto al solo ambito concorsuale. Ciò che è conseguenza prima, immediata e inaccettabile è che sul versante didattico, in sede di affidamento, venga totalmente meno l’affinità tra i settori storici e la papirologia. In sostanza, un filologo, pur senza specifica competenza, può insegnare papirologia prima di uno storico che la pratica. Non meno importante è anche il conseguente potenziale rimbalzo per quanto riguarda il computo dei requisiti minimi dei Corsi di Laurea.

Non si chiede di riservare concorsualmente in esclusiva al settore 10/D1 (Storia Antica) il SSD L-Ant/05-Papirologia, ma è VITALE che da un lato la papirologia sia ESPLICITAMENTE dichiarata di competenza nella declaratoria storico-antica, nello spirito di quanto a suo tempo richiesto dalla Consulta degli storici antichi, dall’altro che il suo SSD di corrispondenza, venga inserito nel settore 10/D1, per evitare che una produzione in tal senso possa non essere valutabile in un concorso per storici e che gli INSEGNAMENTI STORICI DI PAPIROLOGIA, per esempio nei corsi di Laurea in Storia, possano essere affidati esclusivamente a filologi.

Come si vede l’inserimento in entrambi i settori è legato ad una corretta descrizione del SSD, e si può sanare con una semplicissima rettifica, che non costa e che non toglie niente a nessuno.

Prof. Guido Bastianini, ordinario di Papirologia, Università di Firenze
Prof. Lucia Criscuolo, ordinario di Storia Greca, Università di Bologna
Prof. Giovanni Geraci, ordinario di Storia Romana, Università di Bologna
Prof. Gabriella Messeri, ordinario di Papirologia, Università di Napoli “Federico II”
Prof. Rosario Pintaudi, ordinario di Papirologia, Università di Messina

Si auspica che la revisione dei SSD consenta sia l’adeguamento della declaratoria, sia la possibilità di ricollocazione dei docenti di Papirologia sotto diversi SSD.

 

6. Attività culturale

A proposito del Convegno sull’Augustaeum di Narona, che si terrà nel 2013, Giuseppe Zecchini comunica al Presidente che finora sono stati contattati, con esito affermativo, i colleghi Paolo Liverani, Eugenio.La Rocca, Marc Mayer, Fr. Hurlet, Tommaso Gnoli e Simonetta Segenni. Al posto di Domenico Vera, che ha declinato l’invito, è stato interpellato Giovanni Alberto Cecconi, che ha accettato. Mancano ancora all’appello Paul Zanker, che dovrebbe contattare Andrea Giardina, e uno studioso tedesco, che dovrebbe essere individuato da Alfredo Buonopane.

 

7. Varie ed eventuali

Viene data lettura del regolamento elaborato per il Coordinamento delle Consulte di Antichistica:

Scienze dell’Antichità – Coordinamento fra le Consulte o Associazioni

Consulta Universitaria di Archeologia del Mondo Classico
Consulta Universitaria per le Archeologie Postclassiche
Consulta Universitaria di Filologia Classica
Consulta Universitaria del Greco
Consulta Universitaria della Letteratura Cristiana Antica
Associazione Italiana dei Paleografi e Diplomatisti
Consulta Universitaria di Preistoria e Protostoria
Consulta Universitaria di Storia Greca e Romana
Consulta Universitaria di Studi Bizantini e Neogreci
Consulta Universitaria di Studi Latini
Consulta Universitaria di Topografia Antica

L-ANT/01 PREISTORIA E PROTOSTORIA
L-ANT/02 STORIA GRECA
L-ANT/03 STORIA ROMANA
L-ANT/04 NUMISMATICA
L-ANT/05 PAPIROLOGIA
L-ANT/06 ETRUSCOLOGIA E ANTICHITÀ ITALICHE
L-ANT/07 ARCHEOLOGIA CLASSICA
L-ANT/08 ARCHEOLOGIA CRISTIANA E MEDIEVALE
L-ANT/09 TOPOGRAFIA ANTICA
L-ANT/10 METODOLOGIE DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA
L-FIL-LET/01 CIVILTÀ EGEE
L-FIL-LET/02 LINGUA E LETTERATURA GRECA
L-FIL-LET/04 LINGUA E LETTERATURA LATINA
L-FIL-LET/05 FILOLOGIA CLASSICA
L-FIL-LET/06 LETTERATURA CRISTIANA ANTICA
L-FIL-LET/07 CIVILTÀ BIZANTINA
M-STO/08 ARCHIVISTICA, BIBLIOGRAFIA E BIBLIOTECONOMIA
M-STO/09 PALEOGRAFIA

Articolo 1

Le Consulte o Associazioni attive nelle Scienze dell’Antichità che raccolgono studiosi dei settori scientifico-disciplinari sopra elencati si riconoscono in un Coordinamento che ha per fine la promozione degli studi sull’Antichità, la collaborazione organica fra le varie discipline, l’adozione di comuni politiche nel rapporto con le istituzioni universitarie o governative.

Articolo 2

Il Coordinamento è composto dai Presidenti delle Consulte o Associazioni aderenti o da loro delegati.

Articolo 3

Per sua natura il Coordinamento non ha organi direttivi, ma solo un segretario che, nominato dai Presidenti e con mandato di due anni, provvede alle convocazioni, alla circolazione delle informazioni e alla trasmissione dei documenti prodotti.

Articolo 4

Le riunioni avvengono su proposta di una delle Consulte o Associazioni aderenti, almeno con cadenza semestrale. Sono aperte ai membri tutti delle Consulte o Associazioni aderenti.

Articolo 5

Se hanno il sostegno unanime delle Consulte o Associazioni aderenti, le decisioni adottate possono essere diffuse a nome del Coordinamento. In caso contrario possono ricevere il sostegno solo di alcune delle Consulte o Associazioni aderenti, che saranno indicate in firma.

Prof. Angela Pontrandolfo, Consulta Universitaria di Archeologia del Mondo Classico
Prof. Sauro Gelichi, Consulta Universitaria per le Archeologie Postclassiche
Prof. Salvatore Cerasuolo, Consulta Universitaria di Filologia Classica
Prof. Gabriele Burzacchini, Consulta Universitaria del Greco
Prof. Roberto Palla, Consulta Universitaria della Letteratura Cristiana Antica
Prof. Giuseppe De Gregorio, Associazione Italiana dei Paleografi e Diplomatisti
Prof. Andrea Cardarelli, Consulta Universitaria di Preistoria e Protostoria
Prof. Cinzia Bearzot, Consulta Universitaria di Storia Greca e Romana
Prof. Antonio Labate, Consulta Universitaria di Studi Bizantini e Neogreci
Prof. Valeria Viparelli, Consulta Universitaria di Studi Latini
Prof. Stefania Quilici Gigli, Consulta Universitaria di Topografia Antica

L’assemblea approva all’unanimità.

In assenza di altre varie ed eventuali, l’assemblea ordinaria dei soci della CUSGR è sciolta alle ore 13.45.

 

Il presidente
Prof.ssa C. Bearzot

Il segretario
Prof.ssa M. F. Petraccia

 

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